Agostino Ferrari
CRITICA: Alto interesse critico consolidato
MERCATO: estensione Nazionale, fascia Media, frequenza Media
REFERENZE: Amburgo, Thomas Levy Galerie; Londra, Brun Fine Art; Milano, Ca’ di Fra’ Arte Contemporanea; Parma, Centro Steccata; Seregno, Artestudio; Torino, Franz Paludetto.
MOSTRE: Milano, Galleria Antonio Battaglia, nov. 2024.
PARTECIPAZIONI: Lecco, Palazzo delle Paure, lug. 2024; Vimercate, Heart Pulsazioni Culturali, feb. 2025; Palermo, Complesso Monumentale dello Steri, apr. 2025.
PREZZI: 30 x 50 cm, € 3.500; 50 x 70 cm, € 6.000; 80 x 100 cm, € 8.000/A.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione: compie studi scientifici.
Periodi: nel 1961 tiene la prima personale alla Galleria Pater di Milano. Frequenta intanto Fontana, La Pietra, Verga, Sordini e Vermi. Nel 1962 la nascita del Gruppo del Cenobio rappresenta per lui l’inizio della ricerca sul segno, filo conduttore di tutta la sua attività. In seguito a un viaggio a New York (1964-65) inaugura la serie dei Labirinti, quadri focalizzati sulla descrizione di concetti plastici. Dal 1966 inizia la ricerca dell’oggettualizzazione del segno (Teatro del segno), che si conclude nel 1976 con Contaminazioni. Contemporaneo è il ciclo della Forma Totale, dove forme e segni dialogano in armonia con l’uso quasi esclusivo di bianco e azzurro. Sempre impostata sul segno è anche la serie Eventi del 1983, quadri realizzati incollando sulla tela sabbia nera d’origine vulcanica, materiale che ancora oggi costituisce un elemento caratterizzante della sua pittura. Nel 2018 il Museo del Novecento di Milano gli ha dedicato una grande retrospettiva.
Soggetti: composizioni astratte.
Tecniche: grafite, acrilico, olio, tempera, sabbia su carta o tela, materiali plastici e metallici.