Fiorenzo Tomea
CRITICA: Grandi Maestri
MERCATO: estensione nazionale, fascia media, frequenza media
REFERENZE: Milano, Paolo Tomea; Milano, Studio d’Arte Nicoletta Colombo.
PARTECIPAZIONI: Fortunago, Auditorium Giovanni Azzaretti, lug. 2023.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione: studia per due anni all’Accademia Cignaroli di Verona, dove conosce Manzù e Birolli.
Periodi e Soggetti: alla fine degli anni Venti ha contatti con Milano, dove nel 1930 entra nella cerchia di artisti che gravitano intorno a Persico. Dipinge intanto in un primitivismo dai temi spesso religiosi, in cui si avverte l’eco di Garbari. Nel 1934 compie un viaggio a Parigi con Sassu e l’anno successivo si stabilisce a Milano. Dal 1937 dipinge opere visionarie (Il drago, 1937), in cui compaiono anche simboli di morte, come candele consumate e scheletri alla Ensor. Nel 1939 partecipa alla prima mostra di Corrente, rimanendo però in una posizione autonoma. Ha eseguito anche affreschi e mosaici in chiese.
Tecniche: olio su tela e su cartone, tecniche miste