Giuseppe Uncini

Fabriano (AN), 31 gennaio 1929 - Trevi (PG), 30 marzo 2008

CRITICA: Grandi Maestri
MERCATO: estensione internazionale, fascia alta, frequenza media
REFERENZE: Roma, Archivio Uncini, info@archiviouncini.org; Milano, Fondazione Marconi; Milano, Galleria Fumagalli; Milano, Galleria Christian Stein.
MOSTRE: Milano, Dep Art, ott. 2023.
PARTECIPAZIONI: Acqui Terme, GlobArt Gallery, nov. 2023; Napoli, JUS Museum, nov. 2023; Modena, ex Ospedale Estense, mar. 2024.

 

NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione
: studia all’Istituto d’Arte di Urbino.

Periodi e Soggetti: nel 1953 si trasferisce a Roma. Vari sono i cicli della sua scultura,
accomunati da una ricerca minimalista. Nel 1957-58 realizza il ciclo delle Terre, con sabbia, tufo, cemento, terre e cenere su supporti di masonite. Del 1958-59 è il Primocementoarmato, una tavoletta di cemento grezzo rinforzato da rete e ferri, in cui opera e supporto si identificano, tanto che l’artista parla di “oggetto autosignificante”. Nel 1962 fonda con Biggi, Carrino, Frascà, Pace e Santoro il Gruppo Uno, teso al superamento dell’Informale. Inizia intanto la serie dei Ferrocementi e delle Strutturespazio. La ricerca di Uncini si concentra poi, fino ai tardi anni Settanta, sul tema dell’ombra, con installazioni in cui l’ombra, creata da profili di ferro o volumi geometrici, è parte integrante della composizione. Con i successivi Muri aggiunge il mattone ai materiali usati, creando archi, colonne, contrafforti. Realizza poi le Dimore, opere bidimensionali dove il disegno geometrico inciso nelle lastre di cemento crea un’illusione di profondità. A partire dal 1993 inizia il ciclo degli Spazicemento, in cui lastre di cemento ritagliate in forma irregolare, imbrigliate in strutture di ferro, sviluppano un illusionistico gioco di piani con la parete di fondo. Dal 2004 nasce il ciclo delle Architetture.

Tecniche: miste su carta, disegno, acquerello, ferro, cemento