Léonor Fini
CRITICA: Alto interesse critico consolidato
MERCATO: estensione Internazionale, fascia Alta, frequenza Alta
MOSTRE: Parigi, Galerie Minsky, set. 2024; Milano, Palazzo Reale, feb. 2025.
PARTECIPAZIONI: Rovereto, MART, lug. 2024; Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani-Rocca, set. 2024; Milano, Palazzo Reale, feb. 2025.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione: si forma a Trieste (dove era giunta con la famiglia quando aveva solo un anno), frequentando Nathan e Sbisà.
Periodi e Soggetti: nel 1929 espone con Nathan e Sbisà a Milano e si avvicina al Novecento Italiano, partecipando lo stesso anno alla II Mostra del movimento. La sua pittura si esprime in quel periodo in un Realismo Magico venato di introspezioni psicologiche. Nel 1930 si lega a Funi, con cui eseguirà a quattro mani il mosaico La cavalcata delle Amazzoni alla Triennale del 1933, ma dal 1931 si trasferisce a Parigi, dove conosce de Pisis, de Chirico, Max Ernst e i surrealisti. Dal 1938 si avvicina alla pittura surrealista, dipingendo architetture abitate da figure fantastiche, streghe, sfingi, oppure vegetazioni oniriche. Dagli anni Cinquanta si divide fra Francia e Italia, lavorando sempre con un virtuosismo tecnico che le vale tra l’altro l’apprezzamento di de Chirico.
Tecniche: olio, acquerello e tecniche di disegno.