Omar Galliani
CRITICA: Alto Interesse
MERCATO: estensione internazionale, fascia medio-alta, frequenza alta
REFERENZE: Firenze-Milano-Forte dei Marmi-Parigi-Londra, Tornabuoni Arte.
MOSTRE: Milano, Palazzo Reale, lug. 2023; Milano, Ticinese Art Gallery, set. 2023; Firenze, Fondazione Franco Zeffirelli, ott. 2023; Ascoli Piceno, Palazzo dei Capitani, gen. 2024; Milano, Tornabuoni Arte, feb. 2024; Piacenza, Collegio Alberoni, mar. 2024.
PARTECIPAZIONI: Castelbasso, Palazzo Clemente, lug. 2023; Tornareccio, Sala Gaspari, lug. 2023; Rimini, Hotel Regina Elena, ott. 2023; Roma, Sesto Senso Art Gallery, ott. 2023; Milano, Galleria Gaburro, nov. 2023; Napoli, Casa Di Marino, dic. 2023; Roma, Castel Sant’Angelo, gen. 2024; Monza, Binario 7, feb. 2024.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione: studia presso l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, sotto la guida di Federico Belicchi; nel 1977 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna con una tesi in Anatomia Artistica insieme a Concetto Pozzati; nello stesso anno, sempre a Bologna, tiene la prima personale presso la Galleria Studio G7 di Ginevra Grigolo, “Rappresentazione di una rappresentazione”, curata da Giovanni Maria Accame, con opere di natura prevalentemente concettuale.
Periodi: articolato in tre fasi, il percorso artistico vede negli anni Settanta un’immersione nella pratica del disegno, influenzato da fonti artistiche, letterarie e musicali, reinterpretate attraverso una chiave strettamente concettuale. Negli anni Ottanta Galliani si dedica principalmente alla pittura a olio, aderendo nel 1980 al movimento Magico Primario fondato da Flavio Caroli, e nel 1983 all’Anacronismo, o Citazionismo, di Maurizio Calvesi e Italo Tomassoni. A partire dalla fine degli anni Novanta l’artista si concentra principalmente sulla creazione di disegni “infinitissimi”, imponenti opere a matita che ritraggono soggetti tratti da rotocalchi.
Soggetti: figure eteree e sfondi notturni, densi di elementi simbolici, come costellazioni, fiori e dettagli anatomici. Ricorrono spesso volti femminili, immersi nell’oscurità della grafite e ripresi da riviste patinate, dal mondo del cinema e della storia dell’arte. L’opera di Galliani, che risente di una certa influenza orientale – dati i numerosi viaggi in Cina – è carica di un’atmosfera surreale, in bilico tra sogno e realtà.
Tecniche: grafite su tavola di pioppo.