Prampolini_Burri_Della_Materia
Credits: Ufficio Stampa

Prampolini e Burri. Della Materia

La mostra che celebra il potere della materia nell’arte

Prampolini Burri. Della Materia. La mostra a Lugano

Il Museo d’Arte della Svizzera italiana (MASI Lugano) presenta la mostra “Prampolini Burri. Della Materia”, un percorso che mette in dialogo le opere di Enrico Prampolini (1894-1956) e Alberto Burri (1915-1995), due protagonisti della scena artistica italiana e internazionale del Novecento.

L’esposizione esplora la centralità della materia come elemento costitutivo e rivoluzionario della loro ricerca artistica. Se Prampolini, tra Futurismo e Astrattismo, sviluppa una pittura che sperimenta superfici e consistenze innovative, Burri trasforma materiali poveri e industriali – sacchi, legni, plastiche, ferri – in potenti forme di espressione.

Prampolini_Burri_Della_Materia
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati
Forme nello spazio.1932
Un dialogo tra avanguardie e nuovo linguaggio materico

La mostra mette a confronto i due artisti sottolineandone affinità e differenze. Da un lato, la visione di Prampolini, che concepisce la materia come energia vitale e dinamica; dall’altro, la radicalità di Burri, che fa della materia stessa il cuore pulsante dell’opera, anticipando le ricerche dell’arte contemporanea internazionale.

Il percorso espositivo si articola in sale tematiche che presentano opere emblematiche dei due maestri, offrendo al pubblico l’occasione di comprendere come la materia, da semplice supporto, diventi linguaggio e protagonista assoluta della creazione artistica.

Un progetto culturale di grande rilievo

Con Prampolini Burri. Della Materia, il MASI Lugano si conferma come uno dei luoghi di riferimento per la valorizzazione dell’arte italiana in dialogo con il contesto europeo. La mostra non solo permette di riscoprire due figure fondamentali del Novecento, ma invita a riflettere sul rapporto tra arte e realtà, tra distruzione e creazione, tra natura e cultura.

Mostra a cura di Gabriella Belli e Bruno Corà, in collaborazione con la Fondazione Burri di Città di Castello. Progetto allestimento di Mario Botta.

Collezione Giancarlo e Danna Olgiati.