Gianni Dova
CRITICA: Alto interesse critico consolidato
MERCATO: estensione Nazionale, fascia Media, frequenza Alta
REFERENZE: Milano, Galleria Il Castello; Saronno, Il Chiostro Arte Contemporanea.
MOSTRE: Milano, Tornabuoni Arte, ott. 2024.
PARTECIPAZIONI: Lecco, Palazzo delle Paure, lug. 2024; Forlì, Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanea, ott. 2024; Milano, Galleria Crédit Agricole-Refettorio delle Stelline, ott. 2024; Genova, Palazzo Stella, nov. 2024; Palermo, Palazzo Sant’Elia, nov. 2024; Jesi, Palazzo Bisaccioni, dic. 2024.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione: frequenta l’Accademia di Brera, allievo di Carrà e Funi.
Periodi e Soggetti: dopo esordi postcubisti, firma nel 1946 il manifesto Oltre Guernica. Nel 1948 si avvicina allo Spazialismo di Fontana e firma il Secondo manifesto spaziale, ma partecipa anche al Movimento Arte Concreta. La sua pittura oscilla in questo periodo fra echi picassiani ed esiti astratto-geometrici. Nel 1951-53 firma ancora i manifesti spazialisti e, dal 1952, mostra affinità con il Movimento Nucleare di Baj e Dangelo. Nel 1954 si stabilisce a Parigi, dove conosce Max Ernst e Lam. Il loro influsso si nota nella sua pittura, che acquista accenti onirici e surreali, pur rimanendo in un ambito non figurativo.
Tecniche: olio su tela, tempera, pastello, ducotone (tra il 1962 e il 1964), acquaforte, acquatinta, litografia, scultura, ceramica e decorazione.