Filippo de Pisis, Natura morta con il Capriccio di Goya, 1925
Credits: Collezione privata, Milano Ph. Fabio Mantegna

Di quadro in quadro: l’arte della citazione

20.07.2026

Protagonista al Mart di Rovereto

Il Mart di Rovereto rinnova la propria stagione espositiva con la mostra “Di quadro in quadro. L'arte della citazione”. Fino al 1° novembre 2026, il museo presenta un percorso affascinante che indaga uno dei temi più profondi della storia dell'arte: il dialogo continuo tra passato e presente attraverso la pratica della citazione e del rifacimento.

La citazione come spazio mentale: il concetto della mostra

Curata da Daniela Ferrari, la mostra esplora la citazione non come semplice copia, ma come dialogo, riscrittura e trasformazione. Il percorso espositivo invita lo spettatore a diventare un "attivatore di senso", cercando i rimandi, i giochi di specchi e le connessioni, a volte esplicite, altre appena sussurrate, tra i grandi maestri del passato e gli autori del Novecento e della contemporaneità.

Giorgio de Chirico , Interno metafisico, 1926, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto  Collezione Domenico Talamoni
Ph. Mart, Archivio fotografico e Mediateca
Giorgio de Chirico , Interno metafisico, 1926
Le 8 sezioni: dalla copia alla cultura Pop

Il percorso si articola in otto tappe tematiche che guidano il visitatore attraverso diverse modalità di "omaggio" artistico:

  1. Vis à vis e La copia: Il tributo ai maestri, dalla formazione accademica al "ritorno all’ordine" di Giorgio de Chirico.
  2. Quadri nei quadri: Il gioco metafisico della pittura che contiene altra pittura, con esempi di Filippo de Pisis e Renato Guttuso.
  3. Grafie e Cromie: Il valore della firma e del colore come identità, attraverso le installazioni di Andrea Facco e David Reimondo.
  4. D’après: La rielaborazione libera di modelli classici (Raffaello, Piero della Francesca) operata da artisti come Casorati e Campigli.
  5. Il caso Morandi: Un focus sull’artista bolognese e su come la sua ricerca solitaria abbia influenzato intere generazioni.
  6. Cover e Avida Dollars: Il passaggio alla contemporaneità, dove le icone (come la Monna Lisa o le Marilyn di Warhol) vengono rilette attraverso i linguaggi dei mass media, della fotografia e del gioco concettuale (Manzoni, Paolini, Vezzoli).
Grandi Maestri e contemporanei a confronto

Tra le 150 opere in mostra spiccano i capolavori di nomi che hanno segnato la storia dell'arte moderna: Salvador Dalí, Giorgio Morandi, Roy Lichtenstein e Andy Warhol.

Particolarmente interessante è l'indagine sulla riproducibilità tecnica, dove l’unicità dell’opera d’arte viene messa in discussione. Artisti come Luigi Ontani e Francesco Vezzoli utilizzano l'appropriazione e l'ironia per identificarsi con i maestri del passato, mentre Ai Weiwei trasforma icone come la Gioconda in provocazioni contemporanee (celebre la sua versione realizzata con i mattoncini Lego).

“Di quadro in quadro” non è solo una rassegna di opere, ma una riflessione sul potere dello sguardo, un’opportunità unica per vedere come la storia dell’arte sia una sequenza infinita di "cover", dove ogni forma del passato attraversa il tempo per rinnovarsi nel presente.