Stefano Arienti

Asola (MN), 1961

CRITICA: Alto interesse critico consolidato

MERCATO: estensione Nazionale fascia Media frequenza Media

ABITAZIONE: via Lodovico Settala 43, 20124 Milano.

REFERENZE: Brescia, Galleria Minini; Ginevra, Galerie Analix Forever; Londra, Greengrassi; Roma, Studio Sales; Torino, Galleria In Arco.

MOSTRE: Torino, GAM, ott. 2024.

PARTECIPAZIONI: Napoli, Casamadre Arte, giu. 2024; Forlì, Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanea, ott. 2024; Palermo, Palazzo Sant’Elia, nov. 2024; Tivoli, Villa d’Este, dic. 2024.

 

NOTA CRITICO-BIOGRAFICA

Formazione e Periodi: dopo la laurea in Agraria all’Università di Milano, si dedica alla ricerca artistica, col tempestivo appoggio di Corrado Levi, e lavora sulla leggerezza dei materiali. Inizia a esporre nel 1985 e intanto gravita intorno alla Brown Boveri, la fabbrica abbandonata, ritrovo dei giovani artisti concettuali milanesi. Ha partecipato a importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1990, 1993), di Istanbul (1992), di Gwangju (Corea del Sud, 2008), la Quadriennale di Roma (1996, premio Giovani; 2005, 2008).

Soggetti: paesaggi, elementi naturali, alberi, piante, anche rielaborati da originali di pittori come Van Gogh, Monet, Morisot. L’artista interviene spesso su figure dipinte o fotografate, “implementandole” o “aumentandole” con materiali come plastilina, pongo e puzzle, aggiungendo quindi materia all’immagine, che diviene più tangibile, viva.

Tecniche: nelle sue ricerche concettuali rielabora vari materiali come libri, carta, cartoline, polistirolo, stoffa, plastilina, fotografie, poster.